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Cinque storie dall'altra faccia dell'Eden
Duccio Canestrini, Zelig editore, Milano 1997.
Cinque racconti scandalosi, ambientati in altrettanti coni d'ombra dell'immagine soleggiata e turistica dei Paesi tropicali.Tropici turpi, più che tristi, perchè nell'ultimo mezzo secolo la loro tristezza è diventata folkloristica abiezione. Sono tropici che si truccano da paradisi in terra per accogliere un'invasione di visitatori gaudenti e beoti, ai quali si prostituiscono fingendo di non essere malati.
"Duccio Canestrini conosce ciò di cui parla (...) Non esiste un mondo incontaminato, il sogno dell'Eden è illusione". Corrado Augias, "Il Venerdì" di Repubblica.
"Cinque appasionanti racconti, lucidi e crudeli, ma anche bellissimi di atmosfere e visioni". Francesca Oldrini, Panorama.
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| Turpi tropici |
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Cinque racconti scandalosi, ambientati in altrettanti coni d'ombra
dell'immagine soleggiata e turistica dei Paesi tropicali.Tropici turpi,
più che tristi, perchè nell'ultimo mezzo secolo la loro celebre
tristesse è diventata folkloristica abiezione. Sono tropici che si
truccano da paradisi in terra per accogliere un'i vasione di visitatori
gaudenti e beoti, ai quali si prostituiscono fingendo di non essere
malati. Pur spaziando dalla Micronesia ai Caraibi questi non sono
racconti di viaggio, ma storie di amori impossibili. Nello stesso tempo
ogni storia mette in campo le nostre diverse modalità di essere
altrove. Quei modi da "inevitabile bianco" già stigmatizzati nei
racconti di Jack London, e cioè da commercianti, missionari,
cooperanti, antropologi, turisti. Comunque da neocoloni. Sicchè il
miraggio di un facile esotismo si sgretola per lasciare emergere realtà
tanto contraddittorie da divenire grottesche. E negli incontri umani
affiora una vergogna profonda, in cui brillano lampi di reciproca
incomprensione. In Turpi tropici viene trascinato al limite il cozzo
tra i saperi tradizionali e le nuove tecnologie elettroniche, le quali
s'innestano sull'antica magia e dilagano con il loro fascino ipnotico.
In una giostra planetaria dove sfilano zombificazioni sponsorizzate
dalla Nasa, allucinazioni con piante psichedeliche, viaggi sciamanici e
pazzesche storie di sesso tra mine antiuomo disseminate in paesaggi
stupendi. E' la "faccia scura" dell'Eden, insomma. Narrata in cinque
novelle dalla trama avvincente, e senza moralismi.
I CINQUE RACCONTI
Troppo presto per il cielo
Janet,
una giovane turista inglese appassionata di fotografia, viene trovata
sbranata dalle iene in una lussuosa riserva naturale sudafricana. Le
autorità locali, per non compromettere la stagione turistica, parlano
di suicidio. Il padre si rivolge a un avvocato: la verità è un'altra.
Janet è stata uccisa, o meglio, "predata" da un brac coniere nero. I
protagonisti del racconto, bianchi e neri, si trovano separati da
emblematici reticolati elettrici. Dentro il safari lodge gli ospiti
fanno cene pantagrueliche e si raccontano barzellette. Fuori, nelle
baraccopoli, ci sono la fame e la rabbia.
Don Tewari
A
Don Antonio, un giovane sacerdote cattolico, viene assegnata una
parrocchia di montagna sulla Sierra Madre messicana. Una volta sul
luogo, però, subisce una serie di shock. Anzitutto trova indios che si
ubriacano dalla mattina alla sera. Poi si scontra con un'antropologa
sfruttatrice, femminista e senza scrupoli. E per finire conosce Lilia,
una bella suora, che dopo avergli offerto un' "ostia" vegetale
allucinogena, fa vacillare il suo voto di castità e lo spinge a cercare
nuovi orizzonti. Don Tewari (che nella lingua degli indios significa
"uomo finto") diventa così un uomo vero.
L'atollo dei suicidi
Teatro
di una famosa battaglia navale nel 1944, un atollo micronesiano è
rimasto impregnato di cultura della guerra. I giovani indigeni sono
maniacalmente dediti a videogames violenti. Tra essi imperversa
un'epidemia di suicidi, che nè i ricchi missionari, nè la maga più
potente dell'isola sanno arrestare. Sembra fare eccezione Simako, che
guida i turisti - allegramente ignari del dramma - tra i relitti
affondati nella laguna. Simako si innamora di una ragazza americana in
vacanza. Il giovane si rivolge alla maga, per ottenere un filtro
d'amore. Ma è costretto a mentirle, e la menzogna gli ricade addosso,
con effetto devastante.
Cabaret "Macho Feliz"
Dopo
una vita di bassezze professionali, tra cui esperimenti di guerra
batteriologica e di "zombificazione" di cavie umane per la Nasa, il
biologo francese Bertrand va ad tease frequentato da marinai cinesi e
soldati americani. Bertrand ha sviluppato una sua filosofia del
"contagio globale", che condivide con l'amico Rutilio, primario
dell'ospedale cittadino: come lui, un campione di cinismo. Ma
umanamente il biologo è un fallito. In una notte dissoluta, il peggio
del suo passato riaffiora. E lo inchioda.
Il colpo del maestro
Il
dottor De Santis e l'infermiera italiana Rosa praticano chirurgia
d'emergenza all'ospedale di Ziruk, dove giungono i mujahiddin afghani
mutilati dalle mine antiuomo. La forte attrazione sessuale che lega la
coppia scavalca in maniera grottesca gli orrori della sala operatoria.
La loro storia,però, non ha futuro. Lui è sposato a Roma con figli
grandi, lei è soltanto una ragazza. Ma questo rapporto, sincero fino
alla crudezza, è la sola cosa onesta del mondo degli aiuti
internazionali, s'intrecciano dissennate storie di sesso, vendette,
traffici di droga e di gioielli. Dove nessuno è migliore di nessuno. LA CRITICA "Un'antologia
di racconti "noir" d'ambientazione esotica ... Ne emerge la visione di
un pianeta grottesco e malato, dove il bianco resta un 'colonizzatore'
per il solo fatto di imporre la propria presenza di viaggiatore
protetto da un guscio di protesi tecnologiche, soldi, merci e
convinzioni..."
Carlo Formenti, Corriere della Sera 19.4.97
"Duccio Canestrini conosce ciò di cui parla perché ha girato il mondo
come documentarista e reporter (...) Non esiste un mondo incontaminato,
il sogno dell'Eden è illusione".
Corrado Augias, "Il Venerdì" di Repubblica 4.7.97
"Ma qual è l'altra faccia dell'Eden, cosa c'è dietro l'angolo del
bungalow, oltre al folclore fissato dall'obiettivo fotografico? Duccio
Canestrini, giornalista, viaggiatore e antropologo, lo narra in cinque
appasionanti racconti, lucidi e crudeli, ma anche bellissimi di
atmosfere e visioni".
Francesca Oldrini, Panorama 10.7.97
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