Intervento al convegno "Piazze, belle piazze" organizzato dal Club Fotoamatori di Mattarello, Centro Polivalente S. Vigilio, Mattarello (Trento).
Ci vediamo davanti alla Trony. Antropologia dello spiazzamento di Duccio Canestrini
La crisi della piazza come luogo della dimensione pubblica è evidente. I nuovi teatri della socialità - cioè le evoluzioni tipologiche degli spazi collettivi - sono diventati, soprattutto per i giovani, le chat in Internet e i centri commerciali. Per converso, le piazze sono vieppiù vissute da persone immigrate. Sia il web sia gli shopping centre consentono la costruzione di identità fantasiose, mutevoli, incoerenti, svincolate da icone percepite come obsolete. E' l'esito, attuale, di almeno un paio di fattori. Da una parte la trasformazione del cittadino in consumatore, con l'assalto mediatico senza precedenti a un target adolescenziale da parte delle aziende; il marketing pilota l'acquisto di oggetti del desiderio, sapendo che per i giovani le marche hanno significati identitari. Dall'altra, molta retorica e poca comunicazione nella trasmissone dei valori fondanti delle comunità. Questo storico spiazzamento è dunque una questione di simboli, vale a dire una questione antropologica.