Duccio Canestrini antropologo
 
 
 

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Grand Hotel Babele video 3 minuti
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Video demo della serata Grand Hotel Babele, per una antropologia "pop" della convivenza
Noi primitivi
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"Noi primitivi". Speech di Duccio Canestrini per l'inaugurazione del nuovo Museo delle Scienze di Trento, MUSE, 28 luglio 2013.
Duccio Canestrini 5,9 MB la foto è scaricabile in formato pdf
Foto di Paolo Sconocchia
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Il mondo contemporaneo chiama lo sguardo dell'antropologo
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Non è l'antropologia a lasciare terreni esotici per rivolgersi ad orizzonti più famigliari...

Antropologia "pop"

L'antropologia esce dall'Università, diventa un modo di vedere le cose che permette di interpretare i cambiamenti in atto nella società e nel mondo, per capire ciò che sta accadendo, per fare scelte concrete. Sarà pur vero che i nostri schemi di comportamento risalgono al Paleolitico, ma nel frattempo qualcosa è cambiato. Può dunque l'antropologia diventare pop, una "scienza popolare"? Forse sì, forse no, forse c'è un prezzo da pagare. Sono convinto che ne valga la pena.
Insegno Sosciologia e Antropologia del turismo al Campus universitario di Lucca (Università di Pisa), mi occupo di viaggi,  di antropologia del corpo e di rituali della contemporaneità.

Conferenze spettacolo

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Le mie conferenze spettacolo sono un mix di ragionamento e divertimento.Sono monologhi multimediali in cui  utilizzo quadri antichi, vignette umoristiche, immagini pubblicitarie, spezzoni di filmati, brani di canzoni, passi letterari da ascoltare. Il collante di questo bricolage è la narrazione in vivo. Un centinaio gli appuntamenti negli ultimi quattro anni, in tutta Italia (da Bolzano a Siracusa, da Genova a Udine) e all'estero (Svizzera, Ungheria, Marocco, India). Leggi le specifiche tecniche e la presentazione delle serate che ho fatto. Per info clicca sul menù Eventi o scrivi una parola chiave nel "Cerca" in alto a destra.

Libri
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Antropop
La tribù globale

Duccio Canestrini, Bollati Boringhieri, 2014.
Un libro in cui si ride di questioni maledettamente serie e si prendono sul serio frivolezze. Dentro lo strano «frittatone planetario» nel quale viviamo, barriere, specificità e contorni sono semplicemente saltati. Rihanna ricorda la Venere ottentotta. Tarantino in Django unchained ripesca le teorie di Lombroso. A che serve un’antropologia pop? Per capirci qualcosa, giacché questo rimane il mestiere degli antropologi: interpretare i popoli e le culture.

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Non sparate sul turista
Dal turismo blindato al viaggio permeabile

Duccio Canestrini, Bollati Boringhieri, 2004.
Tradotto in tedesco nel 2007 e in spagnolo nel 2009.

I luoghi di spensierato relax come hotel e villaggidi vacanze stanno diventando facili obiettivi di una violenza che ci spaventa e che ci ostiniamo a non capire. Sempre pù spesso ne sono il bersaglio innocenti turisti, in quanto "ambasciatori" di un'antipatica società opulenta. Dopo i cannibali e i briganti, i terroristi: la paura del rischio e delle disavventure di viaggio ha prodotto e sta generando un turismo sorvegliato e militarizzato. Come viaggeremo in futuro? Un ragionamento sul "corpo andante" che spazia dall'antica persecuzione dei vagabondi agli scenari immaginati dalla fantascienza; una critica delle vacanze blindate e della nostra ossessione per la sicurezza. Con una modesta proposta finale.

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Trofei di viaggio
Per un'antropologia dei souvenir.

Duccio Canestrini, Bollati Boringhieri Editore, Torino 2001.

Piccoli mostri che servono per ricordare. Questo libro è una passeggiata libera da costrizioni disciplinari che comporta diverse incursioni nel passato, evitando l'inutile tormentone della distinzione tra il viaggiatore colto e interessato di stampo romantico e il turista distratto e annoiato. Attraverso un'analisi degli oggetti ricordo (i più significativi o sorprendenti dei quali riprodotti in tavole a colori) ricca di notizie curiose e di riferimenti impensati, scopriamo una problematica del viaggio che trova nei souvenir i suoi piccoli ma significativi trofei.
Adottato o consigliato come testo d’esame da:Università di Bologna Facoltà di Lingue Straniere, Università di Bologna Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Urbino Facoltà di Sociologia, Università di Genova Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Genova Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Milano-Bicocca Corso di Sociologia, Università di Napoli Facoltà di Lingue e Letterature straniere, Università di Foggia Facoltà di Economia, Università di Roma “La Sapienza” Facoltà di Scienze della comunicazione, Università del Piemonte Orientale (Novara) Facoltà di Economia, Scuola superiore alberghiera e del turismo di Bellinzona (Svizzera italiana)

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Andare a quel paese
Vademecum del turista responsabile

Duccio Canestrini, Feltrinelli Editore, Milano 2003.
Quinta edizione nella collana Economica, agosto 2011.

Ormai tutti sono stati dappertutto: dall'India ai Caraibi, dal Kenya all'Egitto. Ma in questo settore dell'economia le differenze sono ancora abissali. L'ottanta per cento degli spostamenti internazionali riguarda i residenti di soli venti paesi, i più ricchi del mondo. Da parte di associazioni, insegnanti, gruppi ambientalisti, mondo della solidarietà, giornalisti, turisti e tour operator lungimiranti, si sta sviluppando una nuova attenzione alle modalità del partire per le vacanze. Tanto che dopo l'etica del lavoro, forse è giunto il tempo di parlare di un'etica del turismo.

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Turpi tropici
Cinque storie dall'altra faccia dell'Eden

Duccio Canestrini, Zelig editore, Milano 1997.
Cinque racconti scandalosi, ambientati in altrettanti coni d'ombra dell'immagine soleggiata e turistica dei Paesi tropicali.Tropici turpi, più che tristi, perchè nell'ultimo mezzo secolo la loro tristezza è diventata folkloristica abiezione. Sono tropici che si truccano da paradisi in terra per accogliere un'invasione di visitatori gaudenti e beoti, ai quali si prostituiscono fingendo di non essere malati.

"Duccio Canestrini conosce ciò di cui parla (...) Non esiste un mondo incontaminato, il sogno dell'Eden è illusione". Corrado Augias, "Il Venerdì" di Repubblica.

"Cinque appasionanti racconti, lucidi e crudeli, ma anche bellissimi di atmosfere e visioni". Francesca Oldrini, Panorama.

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I misteri del monte di Venere
Viaggio nelle profondità del sesso femminile

Duccio Canestrini, Rizzoli, 2010.
In libreria dal 10 marzo 2010.

Il monte di Venere incuriosisce le folle come un freak, una cuccagna, un’utopia. Alla base della selva oscura sta una misteriosa forra. E’ dovere pressoché universale non lasciarla stare. Bisogna raffigurarla, mitizzarla, definirla, lavorarla. Sottrarle un po’ di natura per transitarla - sotto controllo, come fosse una mina esplosiva - nel mondo della cultura.

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